Pubblicato da: stefania | 2011/04/13

ADESSO è PER SEMPRE, CIAO PAPA’

Oggi ti ho detto ciao, ma era un addio. Oggi abbiamo messo fine a questa lunga storia d’amore tra un padre e una figlia. Oggi è stata l’ultima volta che ero in tua compagnia. Tutta la mia vita, da quando ti ho visto la prima volta e qualcuno mi disse che eri mio padre, ti ho rincorso, ricercato, sofferto, odiato, amato, contestato e compreso. Oggi tutto è finito. Il mio cuore ha passato i suoi primi vent’anni ad amarti e a rincorrerti, alla ricerca di quelle briciole di affetto che ogni tanto cadevano dalla tua orgogliosa mascolinità di padre gigolò. Il resto dei miei anni li ho passati ad annullarti dalla mia vita, alla quale non hai mai partecipato. Li ho passati a cercare di mettere in ordine la vita disordinata di una ragazza che a furia di piangere per ciò che non aveva avuto, aveva dimenticato di amare un pò più se stessa. Ho passato gli ultimi anni a ricevere le tue visite domenicali, ribattezzate “visite del dottore” per la durata imprevedibile ma sempre brevissima, a subirle non potendo mai decidere quando, dove e come vederti. Quella bambina che ormai non esiste più, oggi se ne è andata in quella bara con suo padre. Quella bambina che stravedeva per un principe azzurro-papà che esisteva solo nei suoi desideri, oggi se ne va per sempre. La donna che esiste oggi  si è sorpresa negli ultimi mesi in cui la tua malattia le ha dato stranamente la possiblità di decidere, dove come e quando venirti a vedere. La vita è proprio strana papà. Bastava poco per rendere quella bambina un pò felice un giorno in cui ti aspettava per vederti e l’hai lasciata lì ad aspettarti sei mesi perchè i tuoi impegni lavorativi ti portavano lontano nel tuo mondo fittizio e inesistente. Sarebbe bastato poco in questi ultimi mesi dire qualcosa a quella bambina ormai donna che però era davanti a te con la sua solita corrazza ad attendere parole che non sono arrivate. Senza sorpresa. Eri, questo sì, una brava persona, onesta, elegante, con uno spiccato senso dell’estetica che mi affascinava ogni volta che ti vedevo. Grazie a te, papà, un giorno, ho indossato il mio primo abitino nero, perchè era il tuo colore preferito e da allora non ho mai smesso di indossarlo. Oggi ti dico ciao, perchè non sentirò più quelle parole di “padre telefonico” come succedeva negli ultimi 20 anni. Purtroppo non sei stato proprio in grado di essere padre ma almeno eri una persona onesta e buona. Lo so che tutte le promesse non mantenute le hai fatte di cuore, invece a me sarebbe bastato vivere un giorno con te dalla mattina alla sera. A modo tuo sei stato il padre dei sogni, proprio così, inesistente ma bello.  Oggi  ti dico solo ciao perchè ti ho già detto addio, tante volte nella mia vita.


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