Pubblicato da: stefania | 2010/03/04

UNA PAROLA AL GIORNO MI ASSALE

 

                                 B   A    S   T   A 

 

E’ arrivato il momento di capire “quando” si può dire questa secca parolina che ogni tanto si affaccia dietro l’angolo dei pensieri, quelli più tristi, quelli che non possono più aspettare, i pensieri tirati a lungo, respinti infinite volte in un luogo remoto dove nessuna parte di te, né quella sensibile né quella priva di sensi, vuole mai restare troppo a lungo.

Basta sembra piuttosto un parola dell’immediato e priva di futuro anche se nel suo significato intrinseco detiene il senso di finito.

Basta non è sufficiente. Non mi basta la troncatura del verbo. Sarebbe piuttosto necessario  un FINE, ma, finire è privo di un passato, è solo un finito futuro. 

Basta in fin dei conti mia ha dato anche l’idea di possibilità di ripresa anche se in toni diversi. Basta ciò che avuto e che più non voglio. Avrò altro che dovrà durare e bastarmi ma so, sì già lo so, che potrebbe presto non andare più bene e non già bastare.

Basta allora è il mio sospiro di sollievo. Un urlo silenzioso e privo di dogmi. Un voltapagina a tempo. Quando scoppiano sia il cuore che la testa e i pensieri si fanno confusi e ignoranti, ignoro parole più dolci e meno coatte.

Basta, basta, basta, basta. Reiterandoti quasi ti dimentico.

 

 


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