Pubblicato da: stefania | 2009/11/27

quando TI incontro in metro… vorrei essere rapita dagli ALIENI piuttosto…

NO..no no … Non è una storia d’amore o di passione tra passeggeri metropolitani ma una storia quotidiana, inverosimillmente vera e inoppugnabile, la storia che milioni di noi vivono dalla mattina alla sera, dal lunedì al venerdì (per i più fortunati) e anche nel fine settimana (gli sfigati del mondo) in Primavera-Estate-Autunno-Inverno… una bella 4 stagioni che non fila per niente.

Quante volte sarà capitato anche a voi…ma io A VOLTE NON CE LA FACCIO … e ho desiderio di scendere dal vagone, di prendere il mio cellulare e trasfomarlo nella spada di STAR WARS…. , vorrei esistessero davvero gli alieni e che in quel momento io fossi la loro vittima del giorno, sentendomi la PRESCELTA.

Eccomi che affronto con immancabile stanchezza e priva di ogni qualsivoglia desiderio di fratellanza comune, uno dei vagoni della linea metropolitana B… verso il mai agognato lavoro.

Ecco LINEA B. B (biiiiiii) non solo perchè è la seconda metro di Roma, dopo la A (aaaa) ma perchè è proprio di serie B in tutti i sensi, soprattutto quelli olfattivi e visivi… e stasera sono buona davvero.

Inutile ormai, dopo anni di latitanza ferrotranviaria, pensare di saper scegliere il vagone giusto, quando presto ti accorgi che sei salito sul solito vagone merci o carro bestiame della Capitale. Utile invece dire che è sempre giusto sognare di pensare di essere almeno in una società civile dove le persone che ti capitano accanto, o piuttosto addosso, non sono  tutte uscite dalle migliori scuole per maggiordomi a cinque stelle.

Inutile e dannoso perchè privo di senso, pensare che un vagone insulso della metro B, nelle ore di punta ma anche al di fuori delle ore 5, possa concederti qualche minuto di relax lasciandoti ai tuoi pensieri, ai tuoi sguardi quà e là, alle tue letture serie e semi serie della settimana…

S C O R D A T E V E L O! Ecco che salgono orde di turisti che per una stupida fermata di 3 km preferiscono rischiare di prendersi la rogna, il tifo, le paccate involontarie e quelle volontarie con i loro sguardi talvolta fuori luogo tipici di qualcuno conscio di essere  rapito dai contras nicaraguensi o in attesa di essere giustiziati in un campo di sabbia in Cina;  gruppi di fedeli italici e non, diretti sempre e in ogni stagione dell’anno verso il SANTO PIETRO, dimentichi che  ad essere Santo è solo lui, il Padre, e non tutti noi, I SUOI FIGLI; gli studentelli che non sanno nemmeno dove stanno andando perchè l’importante è uniformarsi verso il mito della “sega a scuola” per i quali sembra essere fondamentale farsi riconoscere a mò di horror vacui negli occhi increduli, assonnati, incazzati di chi li guarda, li subisce …Poi eccole qua le mie preferite: le donne. Le donne, femmine, i femminoni… le donne con le palle, le donne che devono truccarsi anche quando in quel vagone, se cadesse uno spillo, non riuscirebbe a toccare il fondo fino alla penultima fermata. Quelle femmine, spesso iper bambine, adolescenti che riescono incredibilmente a creare intorno a sè il vuoto … non tridimensionale quanto piuttosto mentale… SI truccano per decine di minuti con maestria e abilità, noncuranti di essere nel bel mezzo di una toletta quotidiana. Perchè, mi chiedo, non alzarsi qualche minuto prima o uscire con un bel paio di occhialoni da sole che fa anche molto VIPsss. Perchè, mi verrebbe da chiedere loro, non avete un pò di pudore.. a quando assisteremo ad un cambio di tampax sull’ultimo metrò…

Ogni mattina e ogni sera entri nel vagone che ti risucchia guardando con maggiore o minore intenzione il posto dove poterti adagiare non tanto perchè la tua giornata lavorativa è stata fisicamente devastante quanto per non iniziare o finire la giornata dopo una lotta di sumo senza il beneficio dell’applauso di un pubblico che lotta insieme a te.

Ti siedi, inizi a leggere, a pensare, ad ascoltare musica ed eviti rigorosamente di metterti a guardare i vicini perchè la gente è un pò SCAZZATA e non vuoi convidere con loro quella stessa, pura e identica sensazione di vita in movimento.

TI siedi, apri il libro, la rivista, i semi intuili  quotidiani della free-press e poi, dopoun pò, senti un delirium tremens che si appropria del tuo ritmo vitale. Dài uno sguardo verso destra e verso sinistra e IMMANCABILMENTE trovi la MISS o il MISTER del giorno soltanto che si trova al POSTO SBAGLIATO, vicino al tuo, NEL MOMENTO SBAGLIATO, mentre tu stai concentrato a goderti una tua lettura o un tuo svago, CON LA PERSONA SBAGLIATA, tu.

Lei o Lui sono solitamente alti, vestiti secondo i canoni che ne rispecchiano la personalità estetica visibilmente visibile, celano il proprio sguardo interessante dietro grossi occhiali da sole e SOPRATTUTTO, trasportano sulle loro lunghe gambe, una grossa borsa o busta o borsone che, dal modo in cui viene ripetutamente aperta e chiusa, sembra essere una sorta di copertina di Linus.

Eccoli, gli ex bambini tremolini, che iniziano con frenesia a muovere le braccia, le mani e i gomiti dentro e fuori e intorno alla borsa… Naturalmente non riescono proprio a immedesimarsi in te che vicino non per scelta ma per destino infame te ne stai fermo e tranquillo anzi attento a non dare fastidio con il proprio corpo all’altrui … Ma l’altrui sei tu e TU nemmeno ti rendi conto quanto sia fastidioso il tuo gomito riversato innumerevoli volte contro le mie braccia …PERCHE’ nemmeno dopo diversi tuoi sguardi di sottecchi  e brevi movimenti del tuo corpo appena percettibili per far capire il tuo dissenso … NIENTE… non succede niente. Proprio niente fino a che il concorrente di nessun concorso di turno si alza per scendere e devi ringraziare almeno un mese di santi se la sua fermata è spesso molto prima della tua, l’ultima.

Naturalmente poi ci sono anche quelli come me che entrando ne l vagone, raramente  si guardano attorno per vedere i compagni di viaggio, subitaneamente si riversano nel posto in piedi meno angusto del vagone, aprono quasi sempre il finestrino anche se fuori piove e ci sono – 2 gradi…, aprono il libro o la rivista che tengono già in mano senza dover fare lo sforzo di aprire una borsa o borsetta o borsello e, soprattutto, se si accorgono di non avere abbastanza spazio se non quello utile al cattivo ossigeno di entrare e uscire dal proprio corpo, smettono anche pure di pensare per non infastidire chi già lo è di sicuro per il solo fatto di dover respirare la tua stessa aria malsana.

Ogni tanto entra nel vagone qualcosa di bello o di estremamente orrido che ti fa sognare oppure inorridire. Sempre senza sosta, la zingara con il fagottino urlante  tra le braccia, riesce, non si sa come a percorrere nell’arco di un’unica fermata, l’intero vagone, con inezia e inerzia, lamentando una nenia che nonostante siano passati 15 anni dalla guerra in Bosnia, continua ad essere la stessa. La zingara non riesce più a farmi pena, il fagottino ancora sì perchè, come generazioni prima di lui, non avrà la forza di voler cambiare il proprio destino. UN MISTERO. Non riesco a tirare fuori nemmeno un centesimo per la zingara nostrana e guardo malvolentieri chi lo fa senza nemmeno convinzione vera e cristiana ma solo per… chissà perchè!

Quei giorni che indosso le cuffiette, molto rari in verità, per ascoltare un pò di musica… vengo dirottata, talora di gusto, verso una chitarra acustica, un canto popolare romeno, una suite di percussioni dell’altro mondo, la fisarmonica di un bambino che non ha la minima idea di cosa stia  facendo, il sound latino del Perù e poi eccolo, arriva lui, il mio idolo, lui canta la canzone del CHE (hasta siempre co ma n dan te …HO RESO L’IDEA?) e mi trova pronta sempre ad ascoltarlo… sarà forse perchè dopo oltre dieci anni che lo ascolto mio malgrado, quasi quasi mi sembra un parente. Per lui e per il suo “grasie” in tono ispanoamericano, trovo sempre qualche moneta e trovo, a volte, anche il piglio di  guardare male chi dopo essersi visibilmente goduto i tre pezzi canonici, si gira dall’altra parte quando lui passa con il sacchetto…

Poi mi riprendo subito perchè ognuno ha il diritto di dare i propri spiccioli a chi vuole e anche il CHE  mi avrebbe detto di farmi i cazzi miei…Me lo avrebbe detto sulle note di questa canzone che ogni volta mi fa venire una sana tristezza.

 


Responses

  1. Hai 1000 volte ragione. La vita in società è piuttosto snervante specie quando ci si trova in ambienti affollati senza via di scampo o altra scelta.

    Molti fastidi potrebbero essere evitati se le persone si ponessero il problema di non disturbare gli altri. Purtrppo però a molti non frega nulla di disturbare il prossimo.

    L’egoismo dilaga, purtroppo.

  2. Sorridevo nell’apprezzare l’elegante ironia con cui hai descritto ciò che può essere il viaggio nella famosa metro B della nostra città.
    Poi ho sempre trovato paradossale pensare, che questa linea, se non erro è nata prima della A, eppure, manco a farlo apposta si chiama B, come a sottolinearne la categoria o la classe di appartenenza……per l’appunto B.
    e del mistero delle tre fermate infernali? ne vogliam parlare? Cavour, Colosseo, Circo Massimo, un trittico formdabile in cui all’arrivo della metro avviene l’apoteosi….ma ora cambierà tutto, entrerà in funzione la metro nuova.
    Hai dimenticato la categoria dei portatori di zaini a tracolla……sono grandiosi nella noncuranza con si girano ora a destra ora sinistra dispensando zainate sulle schiene altrui…..quelli so tra li mejo


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