Pubblicato da: stefania | 2009/10/05

LE POESIE che alimentano la mia anima

B E R T O L T    B R E C H T

“I BAMBINI GIOCANO ALLA GUERRA”

I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

B O R I S   P A S T E R N A K

Esser famoso non è bellonon è questo che ci leva in alto.

Non bisogna tenere un archivio,

trepidare per i manoscritti.

Fine dell’opera è dare tutto di sé,

e non il successo, lo scalpore.

E’ vergognoso, quando non si è nulla,

diventare per tutti una leggenda.

Ma bisogna vivere senza impostura,

vivere così che alla fine

ci si attiri l’amore degli spazi,

che si oda l’appello del futuro.

E le lacune si debbono lasciare

nella sorte, e non fra le carte,

passi e capitoli dell’intera vita

segnando a margine.

E immergersi nell’anonimo

e i propri passi celarvi,

come nella nebbia si cela una contrada,

quando più nulla vi si vede.

Gli altri sulla viva orma

seguiranno palmo a palmo il tuo cammino,

ma la sconfitta dalla vittoria non tu devi distinguerla.

E neanche d’un minimo devi

venir meno all’uomo,

ma essere vivo, vivo e null’altro,

vivo e null’altro sino in fondo.

 

M A R I N A   C V E T A E V A

Ci sono al mondo i superflui, gli aggiunti

non registrati nell’ambito visuale.(Che non figurano nei vostri manuali,

per cui una fossa da scarico è la casa.)

Ci sono al mondo i vuoti, i presi a spintoni,

quelli che restano muti: letame,

chiodo per il vostro orlo di seta!

Ne ha ribrezzo il fango sotto le ruote!

Ci sono al mondo gli apparenti – invisibili,

(il segno: macula da lebbrosario!)

ci sono al mondo i Giobbe, che Giobbe

invidierebbero se non fosse che:

noi siamo i poeti – e rimiamo con i paria,

ma, straripando dalle rive,

noi contestiamo Dio alle Dee

e la vergine agli Dei!

 


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