Pubblicato da: stefania | 2009/10/04

GIOIE E DOLORI DI UN’IMPIEGATA IN ATTESA DI GIUDIZIO!

11 LUGLIO 2000 ….110 e lode!

Senza gaudio e in mestizia tornavo a casa certa di non aver cambiato il mondo ma di avere una speranza per la mia vita che stava arrivando!

11 LUGLIO 2009 …. lode alla permanenza nel mondo disincantato delle SEGRETARIE senza speranza alcuna.

9 anni, 102 mesi, 3285 giorni e fate voi le settimane perchè il circuito di tortura non è ancora terminato.

Sono passati nove anni, anzi, sono sorpassati nove lunghi anni in un soffio di vento, in un batter  di ciglia, in milioni di attimi in cui il cuore ha battuto e a volte sembrava non averne più  la voglia.

Avevo già capito da anni, sia quelli universitari lunghi e intensi, sia quelli post-diploma, difficilli e quasi inutili, come e quanto il mondo del lavoro fosse stravagante, puntualmente mobile, ma solo verso l’indicazione “EXIT-da questa parte”, per le persone normali, le persone che non vogliono scendere a compromessi e proprio per questo non estremamente intelligenti (nel senso più banale del termine), quelle persone che pensano di avere qualche qualità e sperano di farsi valere (illusi!) senza chiedere aiuto.

SBAGLIATO!

Sbagliato… questo dovevano scrivere nel mio diploma di laurea anche se accanto a quel meritato numero laudato.

Sbagliato aver pensato di potercela fare solo perchè sei stato cresciuto con sani principi (talmente sani che nessun virus è riuscito ad intaccarli nemmeno quando era fondamentale non vaccinarsi contro la pratica della bustarella, del passaparola, del nepotismo, della raccomandazione anche se per posti ridicoli e senza nessuna pretenzione se non nella testa bacata di chi pensa che offrire un lavoro sia un regalo da ripagare con il sangue e non uno scambio più o meno equo nel libero mercato).

Sbagliato aver continuato a portare avanti i propri ideali di giustizia, merito, responsabilità, impegno, senza mai rinunciare alla propria personaltà e al proprio carattere, sapendo incosciamente che questo può essere sempre un valore aggiunto e non dimostrazione ansiogena di emergere per come si è a tutti i costi.

SBAGLIATO!

Se è colpa tua non esser riuscita sempre  a lasciare FUORI DAL LAVORO la tua vita, il tuo cuore, la tua testa, il tuo cervello (tanto pesante e tante leggero) e anche la tua consapevolezza giornaliera che non bastava dare il massimo sempre perchè nel momento in cui non ce l’hai fatta, ti hanno fatto fuori in pompa magna.

SBAGLIATO e sbagliata la tua ferma convinzione che siamo esseri umani  e non robot, anche quando tutto viaggia alla velocità della luce nel nome del profitto e del denaro, della produttività e della concorrenza spietata del mondo del lavoro dove, METTETEVELO BENE IN MENTE  VOI GIOVANI FUTURI SOGNATORI, non esiste  – non deve esistere – amicizia ma solo un piacevole scambio di falsi sé stessi.

Va bene, non falsi ma congrui sé stessi, adeguati sé stessi, conformi al sistema o al piccolo sistema che ti circonda e che ti sbrana, ti fa a pezzi, e nemmeno te ne accorgi, quando ti apri, quando sveli chi sei, quando decidi di darti a coloro che ti stanno intorno tutti i giorni ma che, fortuna per loro, sono cresciuti senza irrobustirsi contro quei virus FONDAMENTALLI se vuoi sopravvivere e farti valere nella vita.

Quando negli anni ’70 detestavi quella pastarella della domenica tutta tempestata di zucchero a velo, dal nome assurdo e senza senso per te che a scuola iniziavi ad apprendere il significato delle parole legate alla loro funzione, quel DIPLOMATICO che seppure golosa non toccavi nemmeno fosse l’ultima dolcezza della giornata.

Sarà stato un presentimento, ma quella parola sarebbe diventata un incubo quotidiano nei giorni infiniti seduta ad una scrivania.

Nella lunghissima lista dei difetti che riscontro nel curriculum genetico,  questa DIPLOMAZIA (ossia l’arte di negoziare pubblici e gravi negozi tra Stato e Stato), questo essere DIPLOMATICO risulta latente ma non del tutto assente. Forse la mia arte di negoziare viene meno quando penso il mio Stato poco interessato allo Stato altrui? Forse, non mi sento Stato tanto forte da dover negoziare con uno Stato …maggiore? Forse perchè la DIPLOMAZIA è appunto  un’arte e non una caratteristica insita del carattere di ciascuno, ma semplicemente un pregio in più.

Se poi, dopo 9 anni, 102 mesi, 3285 giorni e più ti senti ripetere dagli Stati Maggiori che sei una persona POLEMICA… wow… corri subito alla prima postazione internet disponibile nel tuo cervello atrofizzato dall’anonimato culturale col quale devi diplomaticamente relazionarti dalle 9 alle 5, a ricercarne il significato. Perchè… sulle prime te la prendi, non lo accetti, ribatti inutilmente appigliandoti a ciò che resta in te dopo anni di letture “impegnate” e piacevoli, cerchi di reprimere, senza grande successo, la rabbia che sta per esplodere davanti al “malcapitato diplomatico maggiore” di turno che ti si para davanti. Ebbene… POLEMICO, dal greco “πολεμικός” ossia”attinente alla guerra”. Guerra, sì, ma  puramente verbale. Sono cresciuta nell’idea della non-violenza, io. Ripudio la guerra, io. Mi sono sempre sentita rappresentata, da brava cittadina, dall’aritcolo 11 della nostra Costituzione! Mi sono laureata in Giapponese e mi sento pure degnamente rappresentata dall’articolo 9 della Costituzione dell’Antico Impero di Yamato! 

IO RIPUDIO LA GUERRA! La ripudio con tutta me stessa… la ripudio, ma sposo pienamente il diritto alla giustizia e alla difesa personale: esattamente come due grandi stati diplomatici: L’ITALIA E IL GIAPPONE.

Sono cattolica per nascita, dopo anni ripetuti a studiare religione per i santi crismi ho assimilato (non ricercato né studiato volontariamente) che per secoli i teologi hanno fatto propria la POLEMICA laddove in contrasto (ma non in guerra) con l’APOLOGETICA. Insomma, tu Stato maggiore diplomatico per nascita… concedimi di contrastare la tua tesi con il mio verbo.

SBAGLIATO! Sei POLEMICA, e basta.

Giusto. Basta polemica, basta guerra verbale, fai il tuo lavoro e non contrastare mai le tesi altrui se questo “ALTRUI” è il tuo STATO MAGGIORE e tu nemmeno esisti come Stato in quanto  tale.

Non ti serva nemmeno l’essere DIPLOMATICO, non ti affannare ad acquisire questo pregio, questa nuova dote che tanto non serve scriverla nel prossimo curriculum che aggiornerai.

Continua a svolgere le tue mansioni, quelle per cui ti pagano e lascia stare le parole alla Diplomazia di chi può permetterselo. Basta dare giudizi, basta commentare inutilmente le cose che vedi e che non ti piacciono. Basta proporti come pensante. Sei una SEGRETARIA… e nemmeno di direzione. Sei una sEGRETARIA con la esse minuscola. Rispondi al telefono, invia fax, archivia, fattura, fotocopia.

Soprattutto, SORRIDI SEMPRE. Sorridi a tutti gli STATI MAGGIORI e anche ai MINORI. Sorridi e non parlare. Dài il benvenuto a tutti coloro che ti ignorano per la maggiorparte del tempo come essere e poi si rivolgono a te come la loro migliore amica quando necessitano di un tuo favore (il bagno è rotto, il caffè è finito, riordina l’acqua, mi servono le puntine per la matita, il condizionamento non funziona…). Sei la loro segretaria. Cosa altro ti aspetti, che ti rispettino anche al di fuori delle tue mansioni?

E soprattutto, d’ora in poi, fai la guerra anche tu, ma con Diplomazia. E’ un’arte, no? Hai imparato a parlare in tante lingue, sei quasi una campionessa di dattilografia e stenografia… perchè non dovresti riuscire anche in questo corso…Sei sopravvissuta a 8 anni di scuola (prima materna e poi elementare) dalle Suore del Sacro Cuore di Gesù…Non potrai fallire.

 

GAMBARE!

 

 

 

 

 


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